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Conseguenze, sintomi e cura dell’andropausa maschile: ecco cosa fare

Significato dell'andropausa maschile: a che età colpisce

Secondo il sito Wikipedia, l'andropausa è una sindrome innescata dalla graduale diminuzione dell'ormone testosterone. A differenza della menopausa femminile, che si manifesta in maniera molto più netta e riconoscibile e colpisce tutte le donne, il significato del fenomeno dell'andropausa nell'uomo è più sfumato. Così come più lente e meno facili da contestualizzare sono le manifestazioni sintomatologiche che affliggono circa un terzo degli uomini.

Per queste ragioni andrebbero distinti due tipi di andropausa: quella caratterizzata dalla totale perdita della fecondità, meno diffusa e più selettiva, e la cosiddetta Sindrome da insufficienza androgenica in età anziana (ADAM), molto più comune.

La diminuzione lenta e progressiva del testosterone comincia intorno ai 30 anni, i primi effetti tangibili sono riscontrabili già in un uomo di 50 anni, mentre la produzione dell'ormone si dimezza superati i 70 anni.

Oltre che le capacità di fertilità, il testosterone regola anche il sistema cardiovascolare e il metabolismo. Quindi potenziali fattori di rischio come diabete, ipertensione e arteriosclerosi possono trasformarsi da cause in conseguenze, innescando una pericolosa spirale che si auto alimenta.

Cause dell'andropausa: disturbi e fattori di rischio

La diminuzione della produzione di testosterone è influenzata da agenti esterni che determinano a che età si verificano i primi sintomi. Lo stile di vita è senza dubbio uno di essi. Obesità e diabete sono due fattori di rischio primari. L'aumento della massa grassa al livello addominale favorisce la produzione dell'enzima aromatasi, la cui funzione è di trasformare il testosterone in estradiolo, un ormone tipicamente femminile. Questo processo di trasformazione ormonale, oltre che dall'obesità, è favorito anche dal diabete. La malattia, estremamente diffusa, è coinvolta nella riduzione della produzione di ossido nitrico, la cui potente azione vasodilatatrice è parte importante del processo di erezione maschile.

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Anche ipertensione e ipercolesterolemia sono tra le cause della scomparsa del testosterone dall'organismo, per questo il tabagismo, l'abuso di alcool, una cattiva alimentazione e una vita sedentaria influenzano in modo determinante la comparsa dei sintomi dell'andropausa.

Sintomi dell'andropausa: conseguenze ed effetti collaterali

Spesso accade che i sintomi dell'andropausa vengano scambiati per conseguenze fisiologiche dell'invecchiamento e non vengano messi in relazione con la diminuzione dei livelli di testosterone. In effetti molti di essi coincidono con quelli dovuti all'avanzare dell'età e generalmente si manifestano gradualmente. Tra i più comuni ci sono i disturbi che affliggono la sfera sessuale dell'individuo, come:

  • calo della libido
  • minore risposta agli stimoli sessuali, sia di tipo visivo, sia tattile, con conseguente maggiore difficoltà ad accettarsi
  • difficoltà a raggiungere e mantenere l'erezione
  • problemi eiaculatoti, come l'abbassamento della potenza dell'eiaculazione
  • mitigazione dell'intensità dell’orgasmo
  • riduzione o perdita della fertilità
  • flessione delle erezioni spontanee
  • dilatazione del periodo refrattario

Ai sintomi che si ripercuotono prettamente sulla vita relazionale, si accompagnano altre manifestazioni sintomatiche più generali come:

  • tendenza ad ingrassare
  • maggiore rischio di osteoporosi
  • ingrossamento del tessuto mammario (ginecomastia)
  • rallentamento nella crescita di peli e capelli
  • assottigliamento della pelle
  • stanchezza e difficoltà di concentrazione
  • anemia
  • alterazione del ciclo del sonno
  • tendenza alla depressione e mancanza di autostima

Sintomi trasversali che vanno individuati prontamente perché alla lunga possono condizionare pesantemente la vita quotidiana di chi li manifesta.

Andropausa nell’uomo: cosa fare con i disturbi psicologici

Quando si riscontrano alcuni dei sintomi citati, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico. È importante perché serve a escludere se queste manifestazioni siano fisiologiche e compatibili con l'età media, oppure sottendano alla concomitanza di patologie più serie. Nel primo caso, una sostanziale modifica dello stile di vita potrebbe migliorare la condizione generale. Sposare una alimentazione sana, fare attività motoria, smettere di fumare e andarci piano con gli alcolici sono tutti accorgimenti utili alla sua cura.

Da non sottovalutare solo gli aspetti psicologici legati all'andropausa nell'uomo. Tra i suoi effetti collaterali più evidenti c'è il netto peggioramento della vita sessuale. Ciò si ripercuote nelle relazioni interpersonali con l'altro sesso. Espone al rischio di depressione, la paura di non farcela, di non essere all'altezza e di fallire non fanno che alimentare quel senso di impotenza e rassegnazione. Parallelamente allo specialista andrologo o urologo, andrebbe sentito quindi anche un dottore in psicologia. Seguire un percorso di psicoterapia comportamentale può fornire un valido supporto emotivo alla persona, aiutandola a tirarsi fuori da una situazione che può diventare drammatica.

L'andropausa è quasi sempre un fenomeno naturale che non deve spaventare, né essere ignorato. Fare finta di niente non contribuirà certo a eliminare i sintomi, che alla lunga diventeranno invalidanti. Per fortuna i rimedi esistono, farmacologici o psicologici che sia. Lo scopo è sempre lo stesso: superare il problema o, nella peggiore delle ipotesi, imparare a conviverci.

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